lunedì 3 luglio 2017

TUTTI I PETTINI VENGONO AL NODO !

Allora, ci siamo. Domani 4 luglio alle ore 11:00, ancora una folta rappresentanza di lavoratori sarà presente ad una delle ultime udienze del primo grado del processo penale che vede imputati coloro i quali hanno distrutto una delle aziende più importanti e floride del magentino.
Su questo blog, precedenti articoli hanno descritto il profilo di uno degli imputati ( gli altri non hanno profili molto diversi ). Per legge, se depone un imputato non ha l’obbligo di dire la verità. In poche parole, un soggetto, anche se fosse coinvolto in altri processi, anche se fosse naturalmente portato a rilevare aziende per poi farle richiudere, anche se dichiaratamente amico di camorristi, potrebbe, in linea tutta teorica, convincere il giudice di essere una brava persona, di essere un benefattore e di aver rilevato un paio di dozzine di azienda per rilanciarle e, se poi queste sono miseramente fallite, la colpa è da attribuire alla sorte, piuttosto che agli eventi socio-politici, oppure ad eventi sismici o meteorologici.
Figuriamoci, domani, se il Tribunale non fosse una istituzione assolutamente “sacra”  e dove il silenzio, la serietà ed il rispetto sono d’obbligo, alla “testimonianza” di  qualcuno potrebbe far seguito una colossale risata di gruppo. Ma “dura lex, sed lex” e la Legge prevede e garantisce ad ognuno di difendersi come meglio crede e può.
Ma domani, praticamente siamo in dirittura di arrivo, al momento in cui “tutti i pettini vengono al nodo”, dove i pettini sono gli imputati ed il loro “nodo” è quella verità che emergerà dal processo.
Una verità che dovrà restituire dignità all’uomo-lavoratore e risarcire quanto ogni lavoratore ha perso, sotto il profilo economico e sotto quello psicologico e sociale. Quel dipendente sbattuto fuori dall’azienda nel 2009, oggi non è più lo stesso. Ha dovuto subire umiliazioni, sofferenze economiche. Spesso  ha attraversato difficili percorsi familiari, ed ha visto naufragare ogni progetto di vita, lo studio per i figli, il diritto ad una vacanza, la perdita della casa.
Questo dramma, di tante famiglie, non ha visto, purtroppo, la vicinanza della politica e delle istituzioni magentine. Tanti lavoratori, che hanno contribuito con le loro risorse economiche a rendere il magentino un’isola ricca e prosperosa, sono stati inspiegabilmente lasciati soli.
Vogliamo ricordarlo con orgoglio : se non ci fosse stato il Movimento Popolare Dignità e Lavoro ad organizzare un folto gruppo di lavoratori, a presentare denuncia alla Magistratura, a chiedere di essere parte civile nel processo penale, a sostenere le spese legali di un processo che è già entrato nel terzo anno, oggi, forse quel processo nemmeno si sarebbe celebrato. Oggi quelle aree devastate sarebbero già state prede di ennesime speculazioni.
Ma il vento cambia ed i pettini vengono al nodo, dove i pettini sono chi, su quelle aree, ha immaginato di insediare l’ennesima logistica, che non porterà  posti di lavoro, ma problemi ambientali e, di chi vorrebbe un’edilizia “volumetrica”, praticamente lo sfruttamento della speculazione !  Il “nodo” è, invece,  un  PGT tutto da rivedere. Un nodo “scorsoio”, quindi reso ancora più pericoloso, da quelle aree industriali tutte da bonificare.
Chiediamo quindi, ad i nuovi amministratori magentini, la possibilità di istruire un’assemblea pubblica per informare, finalmente, la cittadinanza sul reale stato di inquinamento di quelle aree.

Domani, intanto, grande “raduno” in Procura.  Hasta la Victoria, siempre ! ( … e quanne ce vo’, ce vo’ ! ).

sabato 1 luglio 2017

E Alitalia lascia a terra Mister Meridie...( mister Atitech...mister Novaceta....)

L'articolo che segue è tratto dal nu. 22 del 2011 dell'Espresso on-line. Oggi siamo nel 2017, quindi a distanza di sei anni dalla pubblicazione di quell'articolo. Se poi si pensa che i fatti sono ancora antecedenti si arriva al luglio 2009. Mettiamo insieme queste date e mettiamo insieme tutti i soggetti, di sotto riportati in neretto, che in questi giorni sono i proptagonisti del processo per bancarotta fraudolenta di Novaceta. Martedì prossimo, 4 luglio, depositerà Lettieri. Incredibile, stessi soggetti, stesse società, stessi imbrogli, stessi giri di soldi, tutto per strarubare e mandare sul lastrico migliaia di lavoratori. Che schifo !


di Gianfrancesco Turano.

”…la sua carriera da imprenditore è una tale costellazione di liquidazioni, fallimenti, concordati preventivi, soci inquisiti e/o arrestati che persino amministrare una città difficile come Napoli sarà una passeggiata, al confronto. La iella sembra accanirsi sull'industriale che vuole farsi sindaco. L'ultima mazzata è di poco precedente la campagna elettorale. Il gruppo quotato Meridie, di cui Lettieri è azionista, presidente e amministratore delegato, ha annunciato una perdita netta trimestrale per 1,7 milioni di euro. Colpa della principale controllata del gruppo, la Atitech. L'impresa rilevata dall'Alitalia nel 2009 occupa circa 650 dipendenti nella manutenzione degli aerei a Capodichino. La stessa Cai-Alitalia aveva firmato un contratto quinquennale con Meridie fino al 2014 per consentire ad Atitech di sopravvivere. Ma ora la compagnia di bandiera, con i conti in rosso profondo, ha in parte annullato e in parte differito la fornitura che rappresenta la principale ragione di sussistenza di Atitech e, di conseguenza, di Meridie. Come si legge nei documenti societari, "la crisi del Nordafrica ha rallentato la finalizzazione di contratti". Iella. La stessa che si accanisce sugli altri soci di Meridie.

"L'Espresso" aveva segnalato che una delle società azioniste di Meridie (Giraglia) faceva capo a un trust svizzero (Yoda) dell'avvocato Nicola Squillace amministrato da Sergio Pezzatti, arrestato nell'operazione anti-'ndrangheta Point Break. Subito dopo l'articolo, la Consob ha ricevuto notizia che il padrone della Giraglia non è più Yoda ma Corrado Coen, giovane finanziere che si è fatto le ossa con il gruppo turistico in fallimento Teorema, con il gruppo immobiliare fallito Norman 95 (120 milioni di buco) e che ora amministra la Investimenti e sviluppo, l'ex società di Lettieri e Squillace. Un semplice intervento di maquillage, in apparenza. Ma nel libro soci di Meridie figurano altri nomi avventurosi. C'è il gruppo Intermedia di Giovanni Consorte, sotto processo per la scalata Bnl. C'è Angelo Rainone dell'Immobiliare Campania, arrestato due anni fa per truffa 
mentre tentava di trasformare il convento salernitano di Montevergine in un albergo. C'è Pasquale Siclari, architetto con la passione della finanza, multato di 250 mila euro dalla Consob per irregolarità nella gestione della sua Aicon, azienda quotata. Infine, c'è Alberto Daina che, non si sa perché, rappresenta la Longobardi Finanziaria di Rainone e la Giraglia di Squillace (o di Coen?) mentre è il responsabile area banca di Banca Mb, l'istituto messo in liquidazione coatta amministrativa da Bankitalia il 6 maggio. Mb non risulta azionista di Meridie, ma Meridie ha un conto corrente in Mb da 2,5 milioni. Anche la Mcm holding della famiglia Lettieri ha 2 milioni di crediti verso Mb, oltre a una perdita a fine 2010 di 6,3 milioni di euro. 
Per ora, il crac di Mcm holding è stato evitato grazie a un anticipo da 3,5 milioni versato da Medsolar, altra controllata in perdita del gruppo Meridie.

Forse i soldi depositati in Banca Mb rientreranno. Molto più difficile che rientrino i 2,5 milioni impegnati da Lettieri nella compagnia aerea Livingston del produttore cinematografico Massimo Ferrero, in amministrazione straordinaria con la licenza di volo sospesa. Fallite o liquidate sono anche altre imprese dalle quali Lettieri è spesso riuscito a sfilarsi prima del disastro (Novaceta, Mcm, Imatessile, Cdi, Start, Investa, Finima, Vetex). L'uomo ideale per rilanciare Napoli, no? Se solo non fosse così sfortunato.

venerdì 9 giugno 2017

2017 : L' IMBROGLIO continua sul "voto utile" !

Elezioni Amministrative a Magenta : 2012

Quando il voto “utile” non solo è inutile ma diventa dannoso.

 Sono trascorsi cinque anni da quando pubblicammo, sul nostro blog, quest'articolo. Oggi 
nel 2017 ancora si cerca di confondere i Cittadini parlando di "voto utile", leggete cosa dicevamo...

..."a cosa serve il voto espresso dai cittadini se, i programmi 
che i due schieramenti hanno preparato per i prossimi cinque anni sono simili e pessimi.
L'imbroglio principale che ha coinvolto i Magentini è stato senza dubbio quello del voto “utile”. 
Ma utile per che cosa ? Per quali migliorie ? Per chi ?
1.-Sul fronte del territorio entrambi gli schieramenti parlano di (inutili) cementificazioni. 
Che si parli poi di abitazioni ( inutili ), oppure di logistica ( inutile ), oppure di centri 
 commerciali ( inutili ), oppure di “businees park” (ma cos'è ), non cambia niente. Entrambi i 
 programmi prevedono di utilizzare aree industriali  per far posto ad insediamenti “ricettivi” !
2.- Sul piano dell'occupazione e del lavoro, per entrambi : zero idee e zero proposte !
3.- Sul piano dello stato sociale e delle nuove povertà, per entrambi : zero idee e zero proposte !

Poi, un'amministrazione comunale che ripara le buche nelle strade meglio dell'altra, 
che raccoglie la spazzatura meglio dell'altra, che fa bere l'acqua del rubinetto ai 
cittadini ( acqua del sindaco ) spacciandola per acqua di sorgente purissima, non sposta di una virgola tutto quanto riguarda i  veri  fabbisogni dei cittadini. Allora non si capisce perchè viene chiamato “voto utile”.

Ogni Cittadino può e deve decidere le strategie di un'Amministrazione, il voto utile, davvero, è
 quello che si da alla persona di cui ci si fida, è quello che bisogna destinare alla persona
 a cui si chiederà, per i prossimi cinque anni, di essere rappresentato. 
 MPDL

mercoledì 31 maggio 2017

Incendio al Cral ex Novaceta : confessiamo, ebbene sì, siamo stati noi…..



Domenica 28 maggio ore 10,00 circa , solito caffè domenicale in Piazza Liberazione, mi son fermato, volentieri, presso qualche gazebo allestito con i bei volti dei candidati alla prossima poltrona di Sindaco a Magenta. La posizione, assolutamente “neutrale” che mi sono e ci siamo dati , come Movimento Popolare Dignità e Lavoro, ci, mi permette di avvicinare tutti ed approfondire, con tutti, i passaggi dei programmi elettorali presentati. Non sempre è reciproco l’interesse, ma si sa, la politica ( con la p “minuscola” ) è fatta di conflitti, di pettegolezzi, di  piccoli interessi, e poi, su fronti nazionali, purtroppo anche di collusioni, di corruzioni e di peggio ancora. Il nostro Movimento, con largo anticipo, aveva esplorato all’interno di quello che avrebbe dovuto essere la Politica ( con la “P” maiuscola ), a tutela del “Bene Comune”, ma, purtroppo, non abbiamo trovato certezze. Colpa nostra, probabilmente o siamo troppo esigenti o siamo “fuori di testa”. Siamo rimasti, quindi, “fuori” da ogni gioco politico, fuori da quelle alleanze comiche e paradossali, da quelle alleanze strette per il primo turno di consultazione e da quelle che si “stringeranno” per l’eventuale ballottaggio. Reciproche “Corna e Peste” prima dell’11 giugno, si trasformeranno, inevitabilmente, in cordiali complimenti ed in certezze di buon governo nelle due settimane che precedono il 25 giugno. Poi ci saranno le “scaramucce” per gli assessori, quelle per le “presidenze”, per le “commissioni”, le mediazioni e gli accordi per incarichi vari, e si cercherà di sopravvivere per altri cinque anni.
Questa volta, però, rispetto ai mandati precedenti c’è un “problema” da affrontare subito e risolvere in tempi brevi. Il problema è il PGT. Qualunque alleanza che governerà Magenta, dovrà fare, all’interno della stessa, i conti con il Piano di Governo del Territorio.
C’è chi però, nei cinque anni trascorsi, si è assunto il compito di “disegnare” il prossimo PGT ed a pochi giorni dalle elezioni, su alcuni punti non ha fatto ancora chiarezza.
Sulle “aree dismesse”, vero cavallo di battaglia cavalcato dai candidati sindaci, non si sa assolutamente nulla, ovvero si sa che, adesempio, lo sventolato Parco Pubblico di viale Piemonte sarà merce di scambio per chi farà profitto su tutta o parte della lottizzazione di 45.000 m2.
Magenta, negli ultimi tre lustri, ha visto cancellata quella parte di Città a vocazione industriale. Hanno chiuso tutte le grandi fabbriche, hanno chiuso o delocalizzato gran parte di medie e piccole imprese, hanno cessato l’attività centinaia di artigiani, negozi. Il commercio al dettaglio è letteralmente  crollato per fare posto alla grande distribuzione ( all’inizio della via Milano, in pochi metri quadri se ne contano addirittura tre ). Si sono persi, sul territorio magentino, molte migliaia di posti di lavoro. Di tutto questo le amministrazioni che si sono succedute dal 2002 ad oggi, ne dovrebbero dare conto…invece…, ancora oggi si parla di rilancio dell’economia magentina che dovrebbe avvenire tramite improponibili imprenditori di cui, è la stessa amministrazione comunale che dichiara, non è necessario conoscerne i nomi ! Gli errori / orrori del 2003 / 2004, quando l’amministrazione Del Gobbo stringeva la mano, sorridente, ai nuovi industriali ( immobiliaristi ) che avrebbero dovuto rilevare la più grande azienda del territorio ( che produceva filati di qualità ).  Quegli industriali li troviamo, ormai da due anni, presso il Tribunale di Milano in un procedimento penale che li accusa di aver provocato la chiusura di Novaceta ( bancarotta fraudolenta ). Anche allora, un calcio alle verità, una mazzata ( senza l’esito sperato, anzi…) terribile a chi metteva in guardia quell’amministrazione e l’intera Città su l’inaffidabilità di quei sedicenti imprenditori. Ricordo bene che chi denunciava i maldestri progetti veniva indicato come colui ( o coloro ) che avevano loro stessi interessi affinchè la fabbrica chiudesse. Oggi, sui banchi del Tribunale, tra gli imputati figurano chi prometteva, forte della vicinanza dei poteri istituzionali, di portare lavoro. Poi, nella stessa aula del Tribunale, c’è chi li guarda negli occhi, a testa alta. C’è chi li ha denunciati, senza l’aiuto della politica o delle istituzioni, c’è chi è stato, invece, osteggiato, denigrato, insultato. C’è chi non si è arreso ed aspetta giustizia !
Oggi a distanza di molti anni, il gioco si ripete. C’è chi ha interesse ad invertire i ruoli, c’è chi  maldestramente tenta di manipolare, ancora una volta, la verità. Ma, a monte di queste manipolazioni, c’è chi ha il “potere” del danaro, c’è chi si permette di pagare squallidi, sprovveduti, infantili esecutori a compiere atti di una gravità immane.
Non si spiegano, altrimenti, gli atti, reiterati, contro chi ha deciso di sottrarre al degrado un fazzoletto di Città, contro chi ha lottato per riprendersi qualcosa che già gli apparteneva, contro chi ha pensato, con il consenso popolare,  di restituire ai magentini un “bene comune” sottratto, invece, da una ventina di ladroni che tentano, ancora in questi giorni improbabili difese in Tribunale.
Resta incomprensibile il silenzio dell’amministrazione comunale  di fronte ad un atto grave, quello attraverso il quale ignoti devastano un luogo che la stessa amministrazione ha dichiarato essere “parco PUBBLICO”.
Siamo fiduciosi.
Ebbene si, siamo stati noi…. a far avviare  l’apertura di un fascicolo (segnalazione e verbale dettato dal MPDL) che la polizia locale invierà alla Procura,  ma ci sarà un’ulteriore esposto-querela che firmeranno, ancora una volta , solo i volontari dell’associazione Ri-Parco.
Un augurio, quindi, che la Procura faccia luce, al più presto, su squallidi episodi  inaccettabilied un “saluto” ai tutti coloro che credono di danneggiare o mettere in cattiva luce il lavoro che il Movimento Popolare Dignità e Lavoro sta compiendo, da molti anni, per la tutela del lavoro, dell’ambiente e del bene comune. Vigliacchi , non l’avrete mai vinta !

Movimento Popolare Dignità e Lavoro

sabato 27 maggio 2017

INCENDIO AL CRAL EX NOVACETA: LETTERA APERTA AL SINDACO INVERNIZZI


INCENDIO AL CRAL EX NOVACETA:

LETTERA APERTA AL SINDACO INVERNIZZI

Nel ringraziarla per le sue parole di solidarietà, vogliamo, con la massima franchezza, avanzare alcune osservazioni.

La gravità dell’atto intimidatorio (come lei stesso ha sottolineato) verso i volontari del Movimento e dell’Associazione Ri-Parco che cercano di sottrarre all'abbandono e al degrado il Cral, non viene sminuita dallo scampato pericolo perchè l’incendio non si è esteso, ma anzi è aumentato: questo è solo l’ultimo e più grave e pericoloso episodio di una annosa sequenza di “vandalismi”.

Noi restiamo lì, le intimidazioni non ci fermano, abbiamo già provveduto alle prime riparazioni dei danni.

Dovrebbe essere chiaro che questi atti non sono soltanto contro la nostra battaglia per il Parco Pubblico e la nostra presenza nel Cral contro abbandono e degrado  ma anche contro la stessa idea di realizzare nel Cral un Parco Pubblico !

Però dobbiamo anche dire che da anni denunciamo, inascoltati, l’escalation di scorribande e sospetti “vandalismi” IMPUNITI contro il Cral e la prospettiva del Parco Pubblico.

Per questo ci sentiamo in diritto e in dovere, per conto nostro e per conto di quei 2000 cittadini che hanno sottoscritto per il Parco Pubblico, di chiederle, in qualità di Sindaco in carica, perché non è venuto al Cral a constatare di persona dimensione e danni dell'ultimo "vandalismo" e che alla sua solidarietà facciano seguito provvedimenti concreti a tutela dell'idea del Parco Pubblico al Cral e di contrasto a questa pericolosa escalation !

Saremmo perciò lieti se lei, signor sindaco, vorrà finalmente venire di persona al Cral !

P.S. Mentre scriviamo denunciamo che nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 maggio è stato rotto a sassate un vetro dei locali igienici del Cral.

Movimento Popolare Dignità e Lavoro 
Associazione Ri-Parco Bene Comune