giovedì 30 aprile 2020

Viva il 1° Maggio


Quest’anno dobbiamo raccontare di un 1°maggio non solo visto, di consuetudine, come la festa del lavoro e dei Lavoratori, dobbiamo raccontare, purtroppo, di un 1°maggio che , dopo un anno, da quello del 2019, raccoglie sconfitte, soprusi, morte.
Il Governo del nostro Paese che, fino a circa un anno fa mortificava una larghissima parte degli Italiani, con gli atteggiamenti e gli intrallazzi di un ministro degli Interni che faceva feste al Papeete scolando “mojto”, che faceva scorazzare il figlio sulle moto d’acqua della Polizia di Stato, che deteneva, per decine di giorni, su navi della Marina Italiana, equipaggio e immigrati, che, Crocifisso alla mano, invocava il “vade retro” ai Musulmani , che vietava “gli assembramenti” in piazza, che chiedeva voti ai Calabresi ed ai Napoletani che fino a quel momento aveva solo insultato, che causava la crisi di Governo di cui egli stesso era ministro. Siamo passati da quel governo, a questo attuale che, paradosso dei paradossi, non contestiamo più , poiché qualunque giustificata rivendicazione che il vero popolo della sinistra potrebbe fare, in temi come l’immigrazione, la privatizzazione della sanità e della scuola, la precarietà del lavoro, le folli spese militari, comporterebbe una voce in più utilizzata, appunto come contrasto al Governo, dalla becera opposizione, fascista , razzista e populista, che siede in Parlamento.  
Oltre 100 crisi aziendali dimenticate, precarietà, caporalato, dipingono il nostro Paese di un grigio indelebile.
Migliaia di Lavoratori della Sanità, ricercatori, medici, infermieri, operatori vari, addetti al mantenimento della pulizia e dell’igiene, alla logistica, agli addetti alle mense ed alla ristorazione, un esercito di precari, sotto pagati, di cui, moltissimi hanno rimesso la vita in quest’emergenza, un esercito di precari, di precari, di precari, a poco più di 1000 euro al mese, che oggi chiamiamo eroi  e che domani avremo già dimenticati.
Che festa dei Lavoratori è questa ? Che festa del Lavoro sarà per quelle famiglie che hanno visto morire, in un solo anno, oltre 5000 congiunti , di un male incredibilmente feroce come il mesioteloma pleurico causato da esposizioni all’ AMIANTO  per anni nei luoghi di lavoro.
Che festa dei Lavoratori è questa se, nel corso degli anni, abbiamo permesso che, oggi, un amministratore delegato ha uno stipendio medio di 849.300 euro lordi nel 2018, una cifra fino a 114 volte più pesante rispetto a quella di un suo dipendente . Nel caso specifico di  Carlo Cimbri , AD di Unipol, il rapporto sale a 263 !!! ( Report Mediobanca 2018 ) .
Infine, che festa dei Lavoratori è, questa del 2020, se questo clima ha contribuito a diffondere divisioni, ingratitudine, intolleranza anche tra i Lavoratori stessi. L’ apatìa alle lotte sociali e l’illusione di effimere conquiste, fatte, invece, sulla pelle e sui sacrifici di  veri combattenti da trincea. Questa povertà, principalmente di animo, purtroppo diffusa anche nel nostro territorio, contribuirà, ancora di più, a dare una mano ad imprenditori truffaldini ed a speculatori seriali, pronti a ringraziare ingrati  e sprovveduti  ex “compagni” (qualora lo fossero mai stati ) di lotta !

W , comunque e sempre, il 1° Maggio

Viva il 1° Maggio


Quest’anno dobbiamo raccontare di un 1°maggio non solo visto, di consuetudine, come la festa del lavoro e dei Lavoratori, dobbiamo raccontare, purtroppo, di un 1°maggio che , dopo un anno, da quello del 2019, raccoglie sconfitte, soprusi, morte.
Il Governo del nostro Paese che, fino a circa un anno fa mortificava una larghissima parte degli Italiani, con gli atteggiamenti e gli intrallazzi di un ministro degli Interni che faceva feste al Papeete scolando “mojto”, che faceva scorazzare il figlio sulle moto d’acqua della Polizia di Stato, che deteneva, per decine di giorni, su navi della Marina Italiana, equipaggio e immigrati, che, Crocifisso alla mano, invocava il “vade retro” ai Musulmani , che vietava “gli assembramenti” in piazza, che chiedeva voti ai Calabresi ed ai Napoletani che fino a quel momento aveva solo insultato, che causava la crisi di Governo di cui egli stesso era ministro. Siamo passati da quel governo, a questo attuale che, paradosso dei paradossi, non contestiamo più , poiché qualunque giustificata rivendicazione che il vero popolo della sinistra potrebbe fare, in temi come l’immigrazione, la privatizzazione della sanità e della scuola, la precarietà del lavoro, le folli spese militari, comporterebbe una voce in più utilizzata, appunto come contrasto al Governo, dalla becera opposizione, fascista , razzista e populista, che siede in Parlamento.  
Oltre 100 crisi aziendali dimenticate, precarietà, caporalato, dipingono il nostro Paese di un grigio indelebile.
Migliaia di Lavoratori della Sanità, ricercatori, medici, infermieri, operatori vari, addetti al mantenimento della pulizia e dell’igiene, alla logistica, agli addetti alle mense ed alla ristorazione, un esercito di precari, sotto pagati, di cui, moltissimi hanno rimesso la vita in quest’emergenza, un esercito di precari, di precari, di precari, a poco più di 1000 euro al mese, che oggi chiamiamo eroi  e che domani avremo già dimenticati.
Che festa dei Lavoratori è questa ? Che festa del Lavoro sarà per quelle famiglie che hanno visto morire, in un solo anno, oltre 5000 congiunti , di un male incredibilmente feroce come il mesioteloma pleurico causato da esposizioni all’ AMIANTO  per anni nei luoghi di lavoro.
Che festa dei Lavoratori è questa se, nel corso degli anni, abbiamo permesso che, oggi, un amministratore delegato ha uno stipendio medio di 849.300 euro lordi nel 2018, una cifra fino a 114 volte più pesante rispetto a quella di un suo dipendente . Nel caso specifico di  Carlo Cimbri , AD di Unipol, il rapporto sale a 263 !!! ( Report Mediobanca 2018 ) .
Infine, che festa dei Lavoratori è, questa del 2020, se questo clima ha contribuito a diffondere divisioni, ingratitudine, intolleranza anche tra i Lavoratori stessi. L’apatìa alle lotte sociali e l’illusione di effimere conquiste, fatte, invece, sulla pelle e sui sacrifici di  veri combattenti da trincea. Questa povertà, principalmente di animo, purtroppo diffusa anche nel nostro territorio, contribuirà, ancora di più, a dare una mano ad imprenditori truffaldini ed a speculatori seriali, pronti a ringraziare ingrati  e sprovveduti  ex “compagni”(qualora lo fossero mai stati) di lotta !
W , comunque e sempre, il 1° Maggio

venerdì 24 aprile 2020

ORA E SEMPRE RESISTENZA ! W IL 25 APRILE !

 Voglio raccontarvi una storia vera, una storia di Resistenza, di Coraggio, di Altruismo, di Abnegazione, di Sacrificio, di Amore.
Il centro Città della Napoli storica, via Toledo, giù dai quartieri spagnoli, a due passi tra piazza Carità e piazza Dante. Tra queste due piazze, nel “centro” più popolare e popoloso del centro storico, si trova “ la Pignasecca”, un nugolo di vicoli, di “bassi”, di pescivendoli, di “puteche” che vendono di tutto. Un brulicare di donne e di uomini che da sempre si  mischiano con le donne e gli uomini dei “quartieri alti”, il Vomero,  che raggiungono “ ‘e puteche da Pignasecca” ,per comprare a buon prezzo, utilizzando la Funicolare di Montesanto che collega la collina ed il centro storico in soli tre minuti !
Una strada , parallela alla via Portamedina alla Pignasecca, è la via San Liborio. Una strada a me molto cara, semplicemente perché ci sono nato, in una casa al 5° piano del numero civico 23.  La via San Liborio, viene descritta da un grandissimo Eduardo De Filippo nella sua incommensurabile “Filumena Marturano”. Siamo nell’estate del ’43, precisamente il 9 settembre , anche a Napoli viene affisso il seguente comunicato :
La Repubblica sociale chiama alle armi i giovani delle classi 1923, 1924 e 1925; per chi non si presenta, così come per i militari in forza l’8 settembre, è previsto: pena di morte e rappresaglie contro le famiglie.
“I giovani dai 18 ai 20 anni sono chiamati alle armi per entrare nel nuovo esercito della Repubblica Sociale. Il bando è apparso stamani sui quotidiani e comincia a vedersi nei manifesti affissi sui muri delle città. Non ha firma, ma è attribuito al maresciallo Graziani, ministro della difesa nazionale. Verrà chiamato “bando Graziani”. Con una minaccia mai apparsa in precedenza, né in Italia né altrove, il testo fa capire la generale situazione: “In caso di mancata presentazione dei militari soggetti alla predetta chiamata, oltre alle pene stabilite dalle vigenti disposizioni del codice militare di guerra, saranno presi immediati provvedimenti anche a carico dei capi famiglia”. Tra qualche mese la minaccia sarà aggravata: contro i renitenti alla leva, cioè i giovani delle classi 1923-1924-1925, e i “disertori”, cioè gli ex militari che non si ripresentano ai loro reparti, c’è la pena di morte; e in molti casi la pena sarà eseguita.”
Il civico 23 della via San Liborio è un enorme palazzo di architettura spagnola. E' formato da 6 piani, oltre il livello terra e di altri  4 piani sotto il livello strada, un vero rifugio che si collega con i cunicoli della Napoli sotterranea.
I giovani Napoletani non si presentano ai comandi nazi-fascisti e trovano riparo in quel rifugio naturale, dove, di fatto, stava nascendo quella che diventerà l’insurrezione popolare passata alla Storia come le Quattro giornate di Napoli.
Ma il rifugio sotterraneo, in breve tempo, diventa saturo, c’è bisogno di altri spazi, sicuri, perché in quei giorni squadracce fasciste, conducono i militari tedeschi in quei luoghi, più o meno conosciuti. Il rischio è altissimo, fucilazione immediata.
Si pensa allora di far salire quei giovani ai piani fuori terra, ai piani alti, liberando in parte  “ i rifugi” .  Ma le squadracce nazi-fasciste entrano anche nelle case, e se trovano quei giovani e chi li protegge, non c’è pietà, esecuzioni in massa, immediata, nella stessa strada !
Ma i fascisti ed i nazisti non hanno fatto i conti con Napoli ed i Napoletani. In breve tempo, alcune camere degli appartamenti, in quel di Via San Liborio, vengono letteralmente murate ed all’interno, con sistemi di areazione improvvisati e uscite di “servizio”, ospitano decine di giovani, che aspetteranno solo qualche giorno, il tempo di organizzarsi, di far circolare la notizia di tempi e luoghi, per un’azione sincronizzata in tutta la Città.  Grande Coraggio e determinazione del Popolo Napoletano.
“Quando i napoletani decidono di insorgere contro gli occupanti nazisti, il popolo è stremato da anni di guerra, da privazioni, dalla fame e dalla carestia: tra il 1940 e il 1943, inoltre, Napoli è oggetto di pesanti bombardamenti da parte degli Alleati. La scintilla che accende la rivolta, appunto, il 27 settembre del '43: nel corso di una retata tedesca vengono catturati migliaia di napoletani; centinaia di uomini, così, si armano e danno vita all'insurrezione. Uno dei primi scontri tra i napoletani e i tedeschi avvenne al Vomero, quartiere collinare della città, dove gli insorti arrestarono una vettura nazista, uccidendo il maresciallo alla guida. Sempre al Vomero, i napoletani assaltarono l'armeria di Castel Sant'Elmo e, al termine della prima giornata di scontri, anche gli arsenali delle caserme di via Foria e via Carbonara.”
“Dal 27 al 30 settembre del 1943 i cittadini di Partenope insorsero e, con coraggio e determinazione, da soli cacciarono via le truppe naziste. Quando, il primo ottobre, gli Alleati fecero il loro ingresso in città, la trovarono sì devastata, ma già liberata: Napoli divenne così la prima città in tutta l'Europa occupata a cacciare via i soldati del Terzo Reich. L'intera città, inoltre, è stata insignita della medaglia d'oro al valore militare”.
Ancora oggi i valori della Resistenza, e quelle date del 27 ottobre del ’43 e del 25 aprile del ’45, mi sono sacre ( dette da un ateo sembra un paradosso ) !
La voglia di Resistenza, dalla più “sacra”, appena descritta a quella che cerca di contrastare gli egoismi della nostra società contemporanea, che si schiera nella difesa dei diritti di tutte e di tutti, che sfida i sedicenti “potenti” imprenditori e speculatori , ad esempio nella questione Novaceta, nel nostro territorio, ha visto, ormai da molti anni, il Movimento Popolare Dignità e Lavoro sempre in prima linea. Quest'anno non ci sarà la manifestazione magentina, ma noi ci saremo lo stesso, virtualmente e col cuore, nelle strade, ad onorare  i Partigiani di questo territorio con uno spirito di fratellanza che oggi, una becera politica vorrebbe distruggere.
RESISTENZA SEMPRE  ! 
Mario De Luca

sabato 18 gennaio 2020

Per il Bene Comune, contro la speculazione.

Il Movimento Popolare Dignità e Lavoro con sede a Magenta in viale Piemonte 68, sta conducendo da oltre dieci anni una battaglia di Civiltà allorchè decise di denunciare l’intero management di Novaceta che, per mero egoistico interesse, volle far fallire una storica e produttiva società cittadina per poter utilizzare la vastissima area ( 220.000 m2 ) su cui poter esercitare speculazioni di tipo immobiliare. Fermata la produzione, un gruppo di irriducibili ex dipendenti, decisero, oltre che costituirsi parte civile nel processo penale, qualche anno dopo istituito, anche di riprendersi uno spazio comune, un bene comune che era sempre appartenuto  ai lavoratori di quell’azienda ed utilizzato da tutta la comunità magentina. Stiamo parlando di un’area verde di circa 15.000 m2, l’ex CRAL aziendale. Insieme ai Compagni di Ri-Make ed a quelli di Ri-Maflow, il Movimento Popolare Dignità e Lavoro occupò quell’area ed ancora oggi è presente con l’obiettivo di restituire quell’area alla Città di Magenta.
Il Movimento Popolare Dignità e Lavoro, con una petizione cittadina, raccolse oltre 2000 firme per sensibilizzare l’amministrazione comunale di Magenta, affinchè avviasse quelle procedure di esproprio, esistendo tutte quelle condizioni previste dagli articoli 42,43,44 della Costituzione Italiana (aree abbandonate e lasciate al degrado).
Purtroppo le amministrazioni magentine, che si sono susseguite nell’arco degli ultimi dieci anni, hanno fatto a gara per non fare nulla. Eppure avrebbero potuto costituirsi parte civile nel processo penale, avrebbero potuto dare qualche risposta ai 2000 Cittadini sottoscrittori della petizione, avrebbero potuto dare un giudizio su una bozza di riqualificazione dell’area, prodotta, redatta e presentata dal sottoscritto e da Paolo Chianura, solo qualche settimana fa all’assessore Cattaneo. Le amministrazioni “ in transito” avrebbero potuto dare un minimo contributo, anche solo  morale e solidale, a quei lavoratori che avevano deciso di riprendersi quella dignità a loro sottratta da sedicenti imprenditori, a quei Lavoratori che hanno pensato ad un Bene Comune anziché ad un “bene” per pochi.
Eppure le nostre idee, le nostre iniziative, le nostre denunce contro il malaffare hanno avuto successo. Quei manager, al processo di primo grado, sono stati condannati a severe pene detentive e ad importanti sanzioni pecuniarie.
Infine vorrei utilizzare questo spazio per una comunicazione di servizio : a circa un anno dalla sentenza di primo grado, che prevede, per quanto ci riguarda, il recupero delle spese legali anticipate e la quota provvisionale disposta dal Tribunale , non sono state pubblicate ancora le motivazioni. Credo che la civile attesa e la pazienza siano state già consumate per cui, come è previsto dalla Legge, chiederemo, a giorni, tramite i nostri legali, quanto dovuto. Chi è d’accordo con questa iniziativa può comunicarlo direttamente al sottoscritto.
Teniamo a comunicare altresì che Il Movimento Popolare Dignità e Lavoro parteciperà alla  IV Assemblea Nazionale beni comuni emergenti e a uso civico che si terrà a  Milano il  1 feb. ore 12:00 ed a  Saronno 2 feb.  ore 16:30
Organizzato da
·                             Rete Nazionale Beni Comuni Emergenti e ad Uso Civico
·                             Macao
·                             Ri-Make
Milano, 1-2 febbraio 2020 – IV Incontro dell’Assemblea Nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico
Saronno, 2 febbraio 2020, ore 18 – serata pubblica su “Aree dismesse, che fare?”

L’1 e 2 febbraio 2020 terremo la IV Assemblea nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico, nata a partire da un documento (
http://www.exasilofilangieri.it/appello-benicomuni/) firmato da diverse realtà di base, associazioni e singoli, che hanno convenuto sulla necessità di rafforzare anche a livello nazionale le lotte sui beni comuni. Ci siamo incontrat* a Napoli, Mondeggi (Bagno a Ripoli), Reggio Emilia e Venezia. Oggi approdiamo a Milano, da RiMake, Macao ed eventuali altri spazi da definire.
Abbiamo aperto un percorso collettivo per costruire in comune uno spazio per la condivisione e la continua sperimentazione di pratiche, saperi e strumenti amministrativi capaci di sfidare e superare lo stato di cose presenti. L’abbiamo fatto a partire dalle proposte e dalle conoscenze sui beni comuni che in questi anni con molta fatica sono maturate dalle pratiche delle realtà di base su tutto il territorio nazionale.
Saranno presenti L’Asilo (Napoli), Scugnizzo Liberato (Napoli), Macao (Milano), RiMake (Milano), RiMaflow (Milano), Attac Saronno, Associazione Salviamo Cavallerizza (Torino), Bread&Roses (Bari), ExPost Moderno (Bari), Mondeggi (Bagno a Ripoli), Forum Beni Comuni Firenze, Rete Civica del Comune di Ferrara e una lunga lista di realtà in corso di aggiornamento.

Il programma è in via di costruzione e sarà aggiornato a breve. Scriveteci all’indirizzo mail benicomuni.incomune@gmail.com per inviarci proposte, idee e anche richieste di ospitalità!

A seguire, il 2 febbraio, ore 18.00, a Saronno, tutt* invitat* alla serata pubblica organizzata da Attac Saronno: "Aree dimesse, che fare? Beni comuni emergenti e riuso della città" (Sala Nera di Casa Morandi, viale Santuario a Saronno)
per il Movimento Popolare Dignità e Lavoro :
Mario De Luca





venerdì 20 dicembre 2019

TERRITORIO IN MOVIMENTO

Il 14 dicembre, a Magenta, nella saletta dell’ex cral Novaceta , si è svolto un incontro a cui hanno partecipato i leaders della Sinistra di opposizione, quelli “con la schiena diritta” come amo chiamarli. Quelli che non sono mai stati “ex”, ma sono e saranno sempre, non solo ideologicamente, ma strutturalmente, inossidabili portatori di una Sinistra Anticapitalista e di lotta.
Il Movimento Popolare Dignità e Lavoro è orgoglioso di aver ospitato “Fuori Mercato – autogestione in Movimento – con Gigi Malabarba “ ;  Potere al Popolo con Giorgio Cremaschi,
Sinistra Anticapitalista con Franco Turigliatto ; Partito Comunista Italiano con Vladimiro Marlin ; Rifondazione Comunista con  Mara Ghidorzi e Massimo Gatti.
Si ringraziano gli organi di stampa e le rappresentanze politiche territoriali presenti.
Riportiamo di seguito un breve estratto degli interventi pervenuti.
Mario De Luca


GIGI MALABARBA -  Fuorimercato-Autogestione in Movimento
“Un ciclo è finito, occorre ripartire dal mutualismo in mezzo alle persone, senza steccati”

Occorre prendere atto con umiltà che le Sinistre di opposizione, pur portatrici di valori fondamentali di trasformazione della società, sono ridotte al lumicino  e hanno una difficoltà più grande di altre forze politiche a comunicare con gli stessi lavoratori e lavoratrici e i ceti deboli che pur vorrebbero rappresentare, perché si devono muovere controcorrente.
E questo in quanto sono state azzerate o geneticamente modificate istanze di partecipazione dal basso (sindacati, case del popolo, ecc) che sono state la condizione che ha permesso alla Sinistra – dando risposte a bisogni elementari attraverso questi strumenti – di avere una base di massa per i propri progetti politici di trasformazione.
Bisogna ripartire costruendo prioritariamente, attraverso il mutualismo solidale, quel tessuto connettivo distrutto. Senza fare questo, ogni sforzo di propaganda sarà inutile.
Tutti i partiti qui presenti (Prc, Pci, PaP, Sa, ecc e mancavano ancora Pcl, Pc, Pdac e Scr…) anni or sono erano tutte componenti di Rifondazione e questo la dice lunga non sul personalismo che ha portato alla frammentazione, ma sulla fine di un ciclo storico di cui bisogna prendere atto.
Per comunicare con un elettorato popolare che oggi vota Lega e per non lasciare spazio solo a forze reazionarie poco conta fare un banchetto in piazza – magari con 8 bandiere rosse invece che 1, sfiorando il ridicolo – ma serve dare risposte a bisogni sociali. Fuorimercato, anche attraverso sperimentazioni su questo territorio come RiMaflow (ma anche Ri-Parco nasce in questo alveo), cerca di muoversi in questa direzione: questo per noi sarebbe lo strumento più efficace. C’è chi è entrato a RiMaflow come simpatizzante leghista perché aveva bisogno di lavorare e ora sostiene l’autogestione e un’alternativa di società! Ne nascessero altre di queste sperimentazioni su questo territorio!
Se si vuole però fare qualcosa tutti insieme, come ha proposto la recente assemblea delle Sinistre di opposizione a Roma, che se ne decida almeno una – e propendo per il tema ambiente-salute – in cui concentrare le forze di tutti, magari dando vita a un Comitato di scopo con cui coinvolgere i cittadini. O, se c’è accordo, che questo strumento sia pure il MPDL per tutti – al di là del nome, rinnovato o meno – dato che simbolicamente Mario De Luca, promotore di questo incontro, è stato il consigliere comunale di quella Rifondazione che tutti quanti comprendeva…

INTERVENTO DI FRANCO TURIGLIATTO
Credo che le difficoltà in cui si trovano le classi lavoratrici siano messe in luce dalle modalità con cui si comportano oggi i capitalisti, più che mai convinti di poter agire impunemente. Unicredit comunica contemporaneamente l’elargizione di 8 miliardi di dividendi nei prossimi anni e contemporaneamente il licenziamento di 8 mila dipendenti. Allo stesso modo agiscono i padroni dell’ex Ilva e della Whirpool.
In questi anni grazie alle politiche dei governi e alla passività delle direzioni sindacali hanno avuto via libera nel ricercare il massimo profitto con un sempre più forte sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Non è solo il vostro territorio ad essere profondamento in crisi ed essere massacrato dalle ristrutturazioni industriali. Vengo da una regione il Piemonte e Torino che hanno subito drammatici cambiamenti. Torino oggi è in testa alle classifiche della cassa integrazione, con alti tassi di disoccupazione e povertà. La Fiat se ne è andata in America, i governi nazionali e locali hanno lasciato la famiglia Agnelli fare indisturbata i suoi affari; le direzioni sindacali sono state subalterne ai padroni e a pagare sono stati i lavoratori e un intero territorio.
Nonostante queste grandi difficoltà sono per fortuna presenti  nel nostro paese importanti movimenti di massa, a partire dal movimento delle donne e quello contro il cambiamento climatico ed anche il movimento delle sardine ha assunto un positivo orientamento antifascista e antirazzista.
Ma serve anche la ricostruzione di un movimento dei lavoratori con degli obiettivi forti alternativi ed anticapitalisti per riuscire a modificare i rapporti di forza ed affermare le esigenze i bisogni popolari; per l’occupazione serve una distribuzione del lavoro esistente tra quelli che ne hanno bisogno garantendo a tutti salari decenti; serve la nazionalizzazione delle aziende che chiudono e licenziano, serve un nuovo forte intervento pubblico nell’economia per garantire lavoro, reddito, difesa dell’ambiente.
Serve naturalmente il ruolo e l’attività delle forze della sinistra, una loro nuova capacità di convergere nell’azione per aiutare il protagonismo e l’autorganizzazione delle classi popolari.
Abbiamo cominciato a costruire questo percorso unitario il 7 dicembre a Roma con l’assemblea nazionale unitaria delle sinistre di opposizione. E’ un primo passo che si misurerà nelle prossime settimane con la costruzione di assemblee locali ampie e aperte a tutte le forze sia sociali che politiche per riuscire a prendere delle iniziative concrete sui territori.
Nessuna organizzazione o struttura sia sociale che politica dispone di una piena capacità di comprensione della realtà e tanto più di iniziativa. C’è bisogno di tutti e di convergenze.
Per questo noi pensiamo come Sinistra Anticapitalista che occorra rendere permanente questa unità d’azione costruendo una struttura, un forum sociale che sappia coniugare una forte unità d’azione nelle lotte, nei luoghi di lavoro, nei territori, con una capacità di discussione paziente per verificare le diverse posizioni. Questo modo di agire dovrebbe permettere sia un’attività comune che una possibilità di sviluppare ciascuna delle organizzazioni i temi e le azioni che più ritiene utili alla mobilitazione sociale e nello stesso tempo dibattere i grandi problemi strategici e politici.

INTERVENTO DI MASSIMO GATTI
Grazie per l’invito e per l’efficace volantino di convocazione che in poche righe richiama le crisi aziendali, i siti inquinati, le morti sul lavoro e gli abbandoni scolastici.
Qui siamo nel luogo di una lotta esemplare lunga e difficile che ho avuto l’onere e l’onore di seguire come consigliere d’opposizione nella vecchia provincia di Milano. E anche in questa vertenza Novaceta si è palesato il “sovversivismo” di parte delle classi dirigenti malate di affarismo e di speculazione edilizia. La resistenza, la tenacia, la competenza e il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori ha prodotto l’esperienza di RiParco come a Trezzano S.N. è cresciuta e di tanto Rimaflow. Le lotte e i conflitti hanno generato risultati e non solo sconfitte.
Ci si chiede un punto di riferimento politico nazionale che può ricostruirsi solo individuando le cause di un crollo che viene da lontano. La crisi economica sposta tanti paesi e il mondo indietro con diseguaglianze crescenti. L’Italia è un a nazione molto a destra (Lega e FdI) con pulsioni fasciste e razziste in cui la contrapposizione agli immigrati copre tutto.
Dagli anni 90 si è proceduto con politiche liberiste, con la distruzione del diritto del lavoro e l’abolizione dell’articolo 18, con il taglio della buona occupazione e con la demolizione del sistema elettorale proporzionale e il conseguente e consistente aumento dell’astensione.
Le vittorie elettorali dell’Ulivo e del centrosinistra non hanno contrastato la deriva finanziaria dell’Europa e le politiche di guerra. Lo scioglimento del PCI(1991) e la sottovalutazione di una consistente e persistente questione morale hanno fatto il resto, cancellando alla fine di un processo storico negativo i sistemi di protezione delle classi popolari.                             .
VI E’ UN PROBLEMA DI SISTEMA
La debolezza nel reprimere le mafie a livello economico sta anche nelle privatizzazioni selvagge compiute e nella abdicazione dello Stato in troppi settori strategici e fondamentali come l’industria, l’urbanistica, la formazione e la salute.
Il referendum popolare del 2011 con il suo formidabile risultato per la gestione totalmente pubblica dell’acqua, del ciclo dei rifiuti e del sistema dei trasporti è stato colpevolmente tradito.
Per risalire la china occorre avere il coraggio di rinazionalizzare, di tentare un’economia sociale, come Rimaflow e di proporre qualche obiettivo audace e “socialdemocratico” a partire dal ruolo nevralgico di Cassa Depositi e Prestiti.
Autostrade, banche, siti produttivi, energia, reti in un’epoca di rivoluzione tecnologica, digitale e informatica non possono contemplare l’assenza dello Stato.
Riorganizzare un intervento pubblico selettivo significa sfidare nel merito e confrontarsi con i movimenti, con la sinistra diffusa, le liste civiche, il Movimento 5 stelle.
È paradossale che il governo gialloverde e quello giallorosino abbiano con continuità l’obiettivo paradossale di altri 18 miliardi di euro di privatizzazioni(quali?) rimarcando una totale sfiducia sul proprio impegno a recuperare risorse davvero dalla evasione fiscale. Tanto chiacchiericcio sulla cosiddetta autonomia differenziata, nessuna politica di sviluppo per i servizi pubblici e le autonomie locali.
Il pensiero unico delle forze politiche tradizionali di centrodestra, centrosinistra e Lega prosegue sulle solite politiche dal 1992. Grandi opere, grandi eventi, Colombiadi, mondiali di calcio, EXPO, con il corollario di Tangentopoli, appropriazioni indebite, indebitamento. Ricordiamo le autostrade TEM-BREBEMI-Pedemontana con 6 miliardi già spesi grazie a ingenti risorse pubbliche. Ricordiamo gli altri stanziamenti previsti per l’Università Statale per costringerla a trasferirsi in parte nell’area EXPO e coprire i buchi di EXPO. Per non smentirsi oggi le cosiddette classi dirigenti si vogliono buttare nell’avventura delle Olimpiadi invernali 2016, nella nuova autostrada TOEM dentro il Parco del Ticino, nel nuovo stadio di San Siro e in nuove cementificazione utilizzando il PGT di Milano e le leggi urbanistiche di Regione Lombardia.
FIDUCIA E BUONI ESEMPI
Senza velleità ed illusioni guardiamo però a vari sommovimenti reali e positivi:
- Un grande movimento mondiale contro i cambiamenti climatici;
- Vertenze di lavoro efficaci e rigenerazioni dal basso, per un nuovo modello di sviluppo, come nel caso Rimaflow;
- Capacità conflittuale di rilancio di un movimento per il disarmo, la riduzione della spesa militare, la pace, i diritti morali e civili prendendo esempio dai Camalli di Genova, che hanno, con un’azione simbolica, bloccato in porto la speculazione immonda del commercio legale e illegale di armi per proteggere gli yemeniti dall’Arabia Saudita e per dare una risposta non solo agli immigrati ma a tutti i popoli del terzo e quarto mondo;
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
- Si investano 8 miliardi non per promesse elettorali, ma per assumere direttamente 100.000 tecnici e operai per un’azione straordinaria di manutenzione in tutti i comuni e per intervenire sul dissesto idrogeologico.
- Si proceda subito a sbloccare le assunzioni di ispettori del lavoro necessari a promuovere sicurezza e a ridurre drasticamente gli effetti della strage dei morti sul lavoro, che costituiscono un triste primato italiano.
Dobbiamo avere il coraggio di riproporre una moderna e aggiornata prospettiva socialista e la piena applicazione della nostra Costituzione.

Il proliferare di tante formazioni politiche e sindacali che si richiamano alla sinistra o alla alternativa di classe non produce risultati soddisfacenti. L’aggregazione deve avvenire su punti, esperienze e valori irrinunciabili e duraturi, non svendibili per un posto da ministro o da sottosegretario.

N.B.: ci scusiamo con i lettori poichè i contributi di Giorgio Cremaschi, Mara Ghidonzi e Vladimiro Merlin non sono ancora pervenuti, ma sappiamo che sono impegnati in numerosi incontri. Nel ribadire che le pagine di questo blog sono a loro completa disposizione, vogliamo esprimere, ancora, loro un grandissimo ringraziamento per il contributo che hanno dato alla serata.