mercoledì 31 maggio 2017

Incendio al Cral ex Novaceta : confessiamo, ebbene sì, siamo stati noi…..



Domenica 28 maggio ore 10,00 circa , solito caffè domenicale in Piazza Liberazione, mi son fermato, volentieri, presso qualche gazebo allestito con i bei volti dei candidati alla prossima poltrona di Sindaco a Magenta. La posizione, assolutamente “neutrale” che mi sono e ci siamo dati , come Movimento Popolare Dignità e Lavoro, ci, mi permette di avvicinare tutti ed approfondire, con tutti, i passaggi dei programmi elettorali presentati. Non sempre è reciproco l’interesse, ma si sa, la politica ( con la p “minuscola” ) è fatta di conflitti, di pettegolezzi, di  piccoli interessi, e poi, su fronti nazionali, purtroppo anche di collusioni, di corruzioni e di peggio ancora. Il nostro Movimento, con largo anticipo, aveva esplorato all’interno di quello che avrebbe dovuto essere la Politica ( con la “P” maiuscola ), a tutela del “Bene Comune”, ma, purtroppo, non abbiamo trovato certezze. Colpa nostra, probabilmente o siamo troppo esigenti o siamo “fuori di testa”. Siamo rimasti, quindi, “fuori” da ogni gioco politico, fuori da quelle alleanze comiche e paradossali, da quelle alleanze strette per il primo turno di consultazione e da quelle che si “stringeranno” per l’eventuale ballottaggio. Reciproche “Corna e Peste” prima dell’11 giugno, si trasformeranno, inevitabilmente, in cordiali complimenti ed in certezze di buon governo nelle due settimane che precedono il 25 giugno. Poi ci saranno le “scaramucce” per gli assessori, quelle per le “presidenze”, per le “commissioni”, le mediazioni e gli accordi per incarichi vari, e si cercherà di sopravvivere per altri cinque anni.
Questa volta, però, rispetto ai mandati precedenti c’è un “problema” da affrontare subito e risolvere in tempi brevi. Il problema è il PGT. Qualunque alleanza che governerà Magenta, dovrà fare, all’interno della stessa, i conti con il Piano di Governo del Territorio.
C’è chi però, nei cinque anni trascorsi, si è assunto il compito di “disegnare” il prossimo PGT ed a pochi giorni dalle elezioni, su alcuni punti non ha fatto ancora chiarezza.
Sulle “aree dismesse”, vero cavallo di battaglia cavalcato dai candidati sindaci, non si sa assolutamente nulla, ovvero si sa che, adesempio, lo sventolato Parco Pubblico di viale Piemonte sarà merce di scambio per chi farà profitto su tutta o parte della lottizzazione di 45.000 m2.
Magenta, negli ultimi tre lustri, ha visto cancellata quella parte di Città a vocazione industriale. Hanno chiuso tutte le grandi fabbriche, hanno chiuso o delocalizzato gran parte di medie e piccole imprese, hanno cessato l’attività centinaia di artigiani, negozi. Il commercio al dettaglio è letteralmente  crollato per fare posto alla grande distribuzione ( all’inizio della via Milano, in pochi metri quadri se ne contano addirittura tre ). Si sono persi, sul territorio magentino, molte migliaia di posti di lavoro. Di tutto questo le amministrazioni che si sono succedute dal 2002 ad oggi, ne dovrebbero dare conto…invece…, ancora oggi si parla di rilancio dell’economia magentina che dovrebbe avvenire tramite improponibili imprenditori di cui, è la stessa amministrazione comunale che dichiara, non è necessario conoscerne i nomi ! Gli errori / orrori del 2003 / 2004, quando l’amministrazione Del Gobbo stringeva la mano, sorridente, ai nuovi industriali ( immobiliaristi ) che avrebbero dovuto rilevare la più grande azienda del territorio ( che produceva filati di qualità ).  Quegli industriali li troviamo, ormai da due anni, presso il Tribunale di Milano in un procedimento penale che li accusa di aver provocato la chiusura di Novaceta ( bancarotta fraudolenta ). Anche allora, un calcio alle verità, una mazzata ( senza l’esito sperato, anzi…) terribile a chi metteva in guardia quell’amministrazione e l’intera Città su l’inaffidabilità di quei sedicenti imprenditori. Ricordo bene che chi denunciava i maldestri progetti veniva indicato come colui ( o coloro ) che avevano loro stessi interessi affinchè la fabbrica chiudesse. Oggi, sui banchi del Tribunale, tra gli imputati figurano chi prometteva, forte della vicinanza dei poteri istituzionali, di portare lavoro. Poi, nella stessa aula del Tribunale, c’è chi li guarda negli occhi, a testa alta. C’è chi li ha denunciati, senza l’aiuto della politica o delle istituzioni, c’è chi è stato, invece, osteggiato, denigrato, insultato. C’è chi non si è arreso ed aspetta giustizia !
Oggi a distanza di molti anni, il gioco si ripete. C’è chi ha interesse ad invertire i ruoli, c’è chi  maldestramente tenta di manipolare, ancora una volta, la verità. Ma, a monte di queste manipolazioni, c’è chi ha il “potere” del danaro, c’è chi si permette di pagare squallidi, sprovveduti, infantili esecutori a compiere atti di una gravità immane.
Non si spiegano, altrimenti, gli atti, reiterati, contro chi ha deciso di sottrarre al degrado un fazzoletto di Città, contro chi ha lottato per riprendersi qualcosa che già gli apparteneva, contro chi ha pensato, con il consenso popolare,  di restituire ai magentini un “bene comune” sottratto, invece, da una ventina di ladroni che tentano, ancora in questi giorni improbabili difese in Tribunale.
Resta incomprensibile il silenzio dell’amministrazione comunale  di fronte ad un atto grave, quello attraverso il quale ignoti devastano un luogo che la stessa amministrazione ha dichiarato essere “parco PUBBLICO”.
Siamo fiduciosi.
Ebbene si, siamo stati noi…. a far avviare  l’apertura di un fascicolo (segnalazione e verbale dettato dal MPDL) che la polizia locale invierà alla Procura,  ma ci sarà un’ulteriore esposto-querela che firmeranno, ancora una volta , solo i volontari dell’associazione Ri-Parco.
Un augurio, quindi, che la Procura faccia luce, al più presto, su squallidi episodi  inaccettabilied un “saluto” ai tutti coloro che credono di danneggiare o mettere in cattiva luce il lavoro che il Movimento Popolare Dignità e Lavoro sta compiendo, da molti anni, per la tutela del lavoro, dell’ambiente e del bene comune. Vigliacchi , non l’avrete mai vinta !

Movimento Popolare Dignità e Lavoro

1 commento:

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